Rientrata dal nostro viaggio di Capodanno 2026 in Egitto, se chiudo gli occhi mi tornano subito due immagini: il profilo delle Piramidi all’orizzonte… e quel momento preciso in cui varchi l’ingresso del GEM - Grand Egyptian Museum e capisci che non è un museo come gli altri.
È uno di quei luoghi in cui entri e senti subito che stai vivendo qualcosa di speciale.

Durante il tour, la giornata al Cairo dedicata al GEM era una di quelle cerchiate in rosso. Nel programma lo presentavamo come il nuovo Museo Egizio, finalmente aperto, progettato con un’architettura moderna in dialogo con l’area di Giza: dal vivo, questa promessa si percepisce tutta.
Appena entrati nella Grand Hall, il gruppo si è fermato quasi d’istinto. Davanti a noi, il colosso che accoglie i visitatori: Ramses II. È una statua che non si limita a guardare: si incontra. Imponente, magnetica, con una presenza che sembra ancora raccontare potere e grandezza. Sul sito del museo si spiega che questa statua monumentale proviene dall’area di Memphis e che per secoli è stata percepita come una figura quasi divina, in ascolto delle preghiere. Ecco: l’effetto è proprio quello.
Statua di Ramses II, il “guardiano” del GEM, alta 11 m, un peso di 80 tonnellate, scolpita 3200 anniE poi c’è la parte che mi ha riempito di soddisfazione: vedere sul volto dei nostri viaggiatori la curiosità crescere passo dopo passo. Perché il GEM non è solo una collezione - che è vastissima, con oltre 100.000 reperti in un complesso imponente - ma un museo pensato per farti entrare nella storia, con un percorso chiaro, moderno e coinvolgente.
Il simbolo perfetto di questa idea, secondo me, è la Grand Stairs: una scalinata-galleria che racconta il legame tra re e divinità nell’antico Egitto e che ti accompagna, fisicamente e mentalmente, in una salita che è anche un viaggio nel tempo. Non è solo un elemento scenografico, ma un modo intelligente di costruire emozione e comprensione.
Grand Stairs, la scalinata galleria del GEM
E poi c’è lui, Tutankhamon. Qui è riunito l’intero corredo della sua tomba, per la prima volta nello stesso luogo. E fa un certo effetto pensare che tutto ciò che lo ha accompagnato nell’eternità sia ora davanti ai nostri occhi: un incontro ravvicinato con una delle storie più affascinanti dell’antico Egitto.
Il sarcofago dorato di Tutankhamon, parte del tesoro composto da oltre 5.000 oggetti
Dopo la mattinata al GEM, il Cairo ci ha riabbracciati con la sua energia: la Cairo islamica e il fascino di Khan el Khalili, tra luci, profumi e quell’aria da ultima sera che mescola un po’ di nostalgia e tanta gratitudine. È il Cairo che cambia ritmo, ma resta memorabile.
Il Cairo storico (UNESCO) - moschee, vicoli e architetture del mondo islamico
Ci sono momenti in viaggio che restano. Sempre. E il Grand Egyptian Museum (GEM) è uno di questi. Perché siamo stati tra i primi a viverlo in questa fase di apertura, con la sensazione chiarissima che diventerà una tappa imprescindibile per chi ama l’Egitto, e anche per chi pensa di non amarlo ancora.
Ed è proprio da quell’emozione che nasce il nostro prossimo viaggio: Il Cairo, speciale GEM, il Grand Egyptian Museum (dall’11 al 14 settembre).
Il viaggio è online: trovi tutti i dettagli a questo LINK e, se leggendo ti sei immaginato anche solo per un attimo lì… allora forse è il viaggio giusto.
Il gruppo in viaggio
Luciana Bolgia - Titolare